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Cos' l'irpef?

L'IRPEF, istituita con la Riforma Tributaria del 1973, è l'imposta sul reddito delle persone fisiche. Pagano l'Irpef tutti i cittadini e in alcuni casi anche le società, che però versano il tributo attraverso i soci. L'irpef si applica, per i residenti in Italia, sia sui redditi prodotti in Italia che all'estero, per chi invece non risiede in patria questo tributo riguarda solo i redditi prodotti sul territorio nazionale. In sostanza questa tassa riguarda quasi tutti i contribuenti e porta nelle casse dello Stato circa 150 miliardi di euro ogni anno pari a circa il 30% delle entrate complessive derivanti dalle tasse.

Sono esenti dal pagamento alcuni redditi particolari come quelli fino a 7.750 € provenienti dalle pensioni e i redditi dei lavoratori dipendenti inferiori agli 8.000 €, lo stesso dicasi per i redditi provenienti da terreni o fabbricati che non superino le soglie di riferimento e per i redditi da lavoro autonomo al di sotto dei 4.800 €.

Per quanto riguarda i lavoratori dipendenti, così come i pensionati, la detrazione avviene alla fonte, con trattenute mensili in seguito dichiarate nel modello 730. In pratica il datore di lavoro o l'ente pensionistico decurtano mensilmente una parte del reddito del contribuente a titolo di anticipo d'imposta. Per i lavoratori autonomi, invece, il calcolo della tassa avviene in sede di presentazione del modello unico.

L'irpef viene calcolata sul reddito complessivo del contribuente derivante dalla somma dei redditi fondiari, di quelli di capitale, dei redditi da lavoro dipendente e/o autonomo, dei redditi d'impresa e degli eventuali redditi diversi (ad esempio quelli riguardanti la vendita di un immobile). Non concorrono invece alla somma assoggettata ad IRPEF le rendite finanziarie, come gli interessi dei conti correnti.

L'IRPEF è una tassa progressiva, ciò significa che non è fissa ma è calcolata in percentuale sull'ammontare del reddito complessivo del contribuente. Lo scopo è quello di tassare di più i redditi più alti salvaguardando i cittadini meno abbienti.

Le aliquote variano dal 23% al 43% a seconda dello scaglione di riferimento del proprio reddito. Nello specifico abbiamo 5 scaglioni:

  1. Redditi da 0 € a 15.000 € aliquota del 23%, 
  2. redditi da 15.001 € a 28.000 € aliquota del 27%, 
  3. redditi da 28.001 € a 55.000 € aliquota del 38%,
  4. redditi da 55.001 € a 75.000 € aliquota del 41%,
  5. redditi superiori a 75.000 € aliquota del 43%.

L'imposta dovuta si calcola tenendo conto sia dello scaglione di riferimento, sia di quello precedente. In poche parole si paga un'aliquota pari allo scaglione precedente per i redditi che non superano la soglia massima e si aggiunge a questa l'eccedenza calcolata in base al proprio scaglione. Per esempio un reddito pari a 35.000 € paga l'aliquota del 27% fino a 28.000 € e per gli eccedenti 7.000€ un'aliquota pari al 38%. Con questo semplice calcolo si ottiene l'imposta lorda, per sapere effettivamente quanto dobbiamo pagare allo Stato bisogna decurtare da questa cifra le eventuali deduzioni e detrazioni a cui abbiamo diritto.

Questi due termini generano spesso confusione e sono spesso intesi come sinonimi, tuttavia si riferiscono a due decurtazioni IRPEF diverse che abbattono in maniera differente la somma da pagare.

Le deduzioni infatti si riferiscono al reddito su cui calcolare la tassa e quindi possono variare il nostro scaglione di riferimento. Ad esempio rientrano in questa categoria le spese sostenute per l'assistenza ai disabili, i contributi previdenziali e il riscatto degli anni di laurea. Le detrazioni invece sono delle decurtazioni che si applicano direttamente sulla somma da pagare derivante dal proprio reddito, ad esempio sono detraibili le spese sostenute per i canoni di locazione e quelle relative a prestazioni chirurgiche. Sia per quanto riguarda le detrazioni che le deduzioni il Fisco fissa dei tetti soglia oltre i quali non è possibile usufruire dei derivanti benefici.

Allo stesso modo esistono anche delle franchigie, che fissano la soglia minima di spesa necessaria per concorrere alla diminuzione dell'imposta. Per usufruire di deduzioni e detrazioni non va allegata alcuna documentazione alla propria dichiarazione dei redditi. E' però necessario che questa sia conservata dal contribuente per tutto il periodo in cui l'Agenzia delle Entrate si riserva il diritto di effettuare controlli. Inoltre le spese dedotte o detratte devono essere certificate tramite fatture o scontrini parlanti che riportino il codice fiscale del destinatario e la natura del servizio pagato.

Altra agevolazione, introdotta nel 2014 e confermata a livello strutturale nel 2015, è il bonus IRPEF. Esso spetta ai lavoratori dipendenti e ad alcune categorie assimilate, con un reddito che non superi i 26.000 € e che non sia inferiore a 8.145 €, caso in cui le detrazioni coprono l'IRPEF lorda. Anche in questo caso il calcolo del bonus spettante è effettuato in percentuale in base al reddito nei limiti previsti dai principi di attribuzione dello stesso. Per ottenere maggiori informazioni circa la detraibilità/deducibilità di alcune spese, nonché sulla quota IRPEF dovuta, i contribuenti possono rivolgersi ai CAF presenti in tutta Italia.

Oltretutto da quest'anno è possibile usufruire del servizio di 730 precompilato dall'Agenzia delle Entrate, fatta salva la possibilità di inserire dati aggiuntivi che concorrono alla diminuzione del totale da pagare. Nel caso in cui il contribuente accetti il 730 precompilato senza apportare alcuna modifica questo non sarà soggetto a controlli, nel caso contrario, invece, sarà obbligatoria l'apposizione del visto di conformità. Le novità introdotte riguardano anche il CUD che diventa CU, ovvero Certificazione Unica, che contiene maggiori informazioni rispetto al vecchio modello. E' opportuno inoltre ricordare che la data fissata per la presentazione della dichiarazione dei redditi è il 7 luglio.

Per maggiori informazioni leggi anche:

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Modello 730
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